mercoledì 16 luglio 2008

La dittatura dei tassi di crescita (decrescita felice/1)


Anticipo una piccola cosa che avrei voluto scrivere domani se avessi la capacità di gestire a piacimento la mia risorsa-tempo. Così non è...ma ho smesso di chiedermi il perché.


Per una serie di oscure circostanze mi ritrovo ad avere alcuni rudimenti di economia. Niente di eclatante ma quanto basta per avere la presunzione di capire il contenuto, anche di stampo specialistico, di un articolo di economia politica. La premessa mi pare doverosa, visto che - come anticipato- ho bisogno di parlare del tema della Decrescita, ma senza per questo passare per una povera pazza che crede alla follia visionaria di qualche economista "disadattato" o rifiutato dalle accademie che contano.


Mi piace il rigore scientifico con cui questo tema è stato affrontato su più fronti, le argomentazioni che vengono portate avanti e - non ultimo - il contenuto etico di cui si sostanzia.

Sarò molto breve ogni volta, provando ad esorcizzare pesantezza e noia (eppure a me il tema appassiona tanto).


Siamo in piena stagflazione (stagnazione ed inflazione contemporaneamente = elevata probabilità di collasso dell'"economia così com'è", cioè senza delle riforme profondamente strutturali). L'"economia così com'è" vorrebbe che il tasso di crescita della produzione soprattutto industriale fosse almeno del 2%, ciò al solo scopo di evitare di perdere ulteriori posti di lavoro (da notare: non per crearne di nuovi...per cui, per uscire dalla forte disoccupazione attuale dovrebbero farsi previsioni crescita economica ben più alte del già impossibile 2%).


Ecco la prima considerazione di questa Prima puntata: La dittatura dei tassi di crescita impone alle società sviluppate di vivere in regime di "sovracrescita", ovvero impone di produrre e consumare oltre ogni "ragionevole" necessità. Le contraddizioni sociali prodotte dalla crescita e i limiti del pianeta rendono questo sistema insostenibile sotto il profilo ecologico e sociale. La società in cui viviamo ha consegnato il proprio futuro ad un sistema fondato sull'accumulazione illimitata.


Vi lascio con un dato curioso: ogni volta che si brucia un litro di benzina, sono necessari cinque metri quadrati di foresta per assorbire l'anidride carbonica prodotta dalla combustione.


A chi giova? Io un'idea ce l'avrei...
...E poi...cosa diavolo ci fanno quelli su quell'impalcatura!?!?...

Valori non dominanti




"Le elezioni e la "democrazia" sono nuovamente celebrate e ritualizzate poichè sono ormai concetti privi di un reale valore. La sinistra può tranquillamente andare al potere; nessun golpe può minacciarla dal momento che essa stessa non rappresenta più alcuna minaccia per nessuno"



Serge Halimi

martedì 15 luglio 2008

L'"etica" dell'ira


Rieccomi a cianciare di nuovo sul mio "Speaker's corner" :) e, ancora una volta, a stupirmi delle nette dissonanze che possono coesistere nei limiti di un mondo "piccolino" come il nostro. Intendo limiti non solo spaziali - sebbene il confronto con l'infinito giustificherebbe anche questo genere di considerazioni - ma di impossibilità di cogliere e accogliere il senso e le ragioni del tutto. Anche l'aggettivo piccolino che ho usato mi aiuta a sottolineare la mia visione di stretta coesistenza dei contrasti....un attimo eh...ora ci arrivo a dire quello che vorrei...





I generosi lettori di questo blog sanno della mia visione tendenzialmente un po' cupa dell'esistenza e del mondo nella sua "globalità" (...mmmhhh sono spiritosissima :)))...), del mio generale non-ottimismo sulle sorti dell'ecosistema, tanto per dirne una e, in generale, di un certo scetticismo verso l'idea di progresso dell'umanità...Purtroppo questo è un mio modo di essere, nonostante sia stata - tutto sommato - piuttosto fortunata nella mia vita...ma in fondo è proprio di dissonanze e di contraddizioni che sto tentando di parlare. Provo a dirla meglio con la vita_vissuta:

Sono appena tornata da una bella vacanza: ho preso tanto sole, mi sono divertita da morire, sono stata tutto il tempo con persone simpatiche, ho visto un posto incantevole. Tutto perfetto. Ma il mio pessimismo-nichilista rimane intatto come_prima_ più_di_ prima. E' giusto che sia così: questa non è un'epoca che dà diritto alla felicità individuale...sarebbe immorale perchè in contrasto troppo stridente con l'inarrestabile ingiustizia sociale.




Il mio buon senso sta urlando: vorrebbe che esprimessi un giudizio sulle notizie assurde che campeggiano sui giornali di oggi...e per dire che cosa?

Si, forse potrei dire questo:quello dell' Ira è un valore sacrosanto, da tutelare e alimentare con tutta la rabbia che si possiede, se si vuole evitare il rischio - ancor più grave - della sottomissione alla prepotenza più brutale.

Riconosco che questo post sia alquanto farraginoso...chiedo perdono. E' che sentivo forte il dovere di dare voce alla mia rabbia riguardo alle assurdità che ho letto oggi, ma non riesco a darle una forma scritta sufficientemente fluida..proverò con i pugni al muro.






giovedì 10 luglio 2008

Il pretesto è inutile...ma è per una giusta causa :)

Il pretesto inutile di un post come questo riguarda la "notiziona" della mia partenza per qualche giorno in terra di Lucania. Dato di nessun interesse, ma di un certo appagamento per chi - come la sottoscritta - ha deciso di mettere gli affari propri in piazza...chiedo venia, ma la parte infantile e un pò egocentrica di me si vuole esprimere così...assecondatemi come si fa con i pazzi :))

In realtà questa vuole essere anche l'occasione per parlare di una questione che mi sta a cuore ormai da più di un anno: il tema della cosiddetta "decrescita felice". Al mio ritorno tenterò di parlarne diffusamente visto che credo che sia diventata ormai una vera emergenza di cui tutti dovremmo prima o poi occuparci a vario titolo. Mi fermo qui, un pò perché vorrei stuzzicare la curiosità di chi non ne ha mai sentito parlare, poi per consigliare vivamente la lettura del libro in foto (l'autore è uno dei miei massimi guru. E' interessantissima persino la sua biografia), infine esortare a visitare il sito di Pallante (massimo esponente in Italia di questo movimento: http://www.decrescitafelice.it/) e provare ad interiorizzare un argomento che secondo me è l'unica occasione di salvezza che sia ormai concessa al mondo (mammamia...mi sto spaventando da sola ;))) .
Fuor di retorica, al G8 non sono stati capaci di combinare niente. La vera causa, oltre alla palese inettitudine dei potenti, risiede nel fatto che che l'ecosistema sta collassando e la necessità di ricercare nuove ipotesi di un "progetto mondo" , opposte allo sviluppo smodato e incontrollato, sono diventate un'urgenza impossibile da rimandare ulteriormente...

Il PIL non è l'unico parametro di riferimento per misurare il benessere e neppure il più indicativo. Riconoscere questo costituisce già una buona base di partenza.

...Basta predicozzi....In costume da bagno io "reggo" ancora...speriamo di portare belle foto (lol).
Baci a tutti e a presto ;)

mercoledì 9 luglio 2008

Ennesima occasione perduta. Che novità.




Sarò breve. Del resto non avrebbe senso tentare di analizzare un evento di cui, in poche ore, si è provveduto a formulare ogni genere di analisi su quanto è stato proferito dai principali protagonisti della manifestazione e sulle possibili conseguenze che questo potrà avere nel breve termine.


Mi limiterò a dire solo che:


1) Credo che, molto più spesso di quanto si pensi, la forma sia davvero sostanza...le parole che ho ascoltato dalla Guzzanti e da Grillo, oltre che essere di una indecenza inaudita, si riveleranno un boomerang distruttivo


2) La partecipazione alla manifestazione ha avuto un successo numerico oltre ogni rosea aspettativa. Un'occasione sprecata per tutta l'opposizione - se non altro - per recuperare la compattezza perduta.


3) Io ho assistito in televisione all'evento. Posso affermare - senza tema di smentita - che il giornalismo televisivo italiano non serve a niente, perché incapace di dare priorità alla rilevanza degli eventi che si registrano e che i giornalisti dovrebbero descrivere.


4) Sono totalmente d'accordo (come sempre) con quanto afferma Edmondo Berselli

Sarò ancor più breve nel registrare quest'altro dato:


Al G8 hanno detto che le emissioni di gas contro l'effetto serra e l'inquinamento si realizzeranno entro il 2050...Meno male va'...mi stavo preoccupando...


Questo Summit è costato l'ira di Dio, non ha partorito il becco di un accordo di seria pianificazione...e io devo pure sentirmi presa in giro con affermazioni simili!?!?


...Lucia...fai la brava...hai appena detto che la forma è sostanza...contieniti...


lunedì 7 luglio 2008

Ne parlano bene...ma a debita distanza...


Pino Daniele

Lello Arena

Erry De Luca

Massimo Ranieri

Leopoldo Mastelloni

Questi sono solo alcuni dei tanti nomi illustri di cui ho di recente ascoltato interviste aventi ad oggetto la situazione di Napoli. I loro pareri non riguardavano solo il tema trendy dei rifiuti, ma più in generale l a vera"anima" di questa città. Il denominatore comune che ho ritrovato in ognuno dei loro discorsi è stato lo "sconfinato" amore per questa città, la sensazione che conservi un mistero che la renda magica, la voglia di farcela dei napoletani, la loro dignità intatta pure di fronte alle immani umiliazioni subite per secoli dai potenti di turno...e via discorrendo con la solita retorica manichea sulla napoletanità.

Insomma, tutti a fare il tifo per Napoli. Una cosa però mi ha disturbato ancor più delle cose dette: nessuno dei succitati vive più in questa città ormai da parecchi anni. Tutti scappati in contesti in cui hanno trovato il modo di esprimersi pienamente per ottenere il meritato successo. Successo che mai avrebbero sperato di poter raggiungere se fossero rimasti a Napoli.


Io sono la meno titolata a parlare di questa città, un pò perchè, pur conoscendola perfettamente e avendoci trascorso gran parte della mia vita tra studio e attività varie, in realtà vivo in provincia (a 8 Km). Sono la meno idonea soprattutto perchè non ho alcun atteggiamento indulgente nei confronti dei napoletani (me compresa s'intende). Ciò che per un non-napoletano costituisce mistero, simpatia, spirito di adattamento, dignità...per me è spesso soltanto pessima educazione, ignoranza, grettezza. Lo dico brutalmente perchè non mi riesce di usare altri toni, ma sono serena nel mio giudizio.

Napoli è nata in uno dei luoghi più belli del mondo, potrebbe vivere di solo turismo e garantire anche con questa sola attività prosperità e benessere a tutti i suoi abitanti. Ha preferito invece perdersi miseramente ( e irrimediabilmente) in attività come malavita, corruzione, scempio urbano - declinati a loro volta in abusivismo edilizio, appalti truccati, discariche abusive, scarso senso del territorio...e nessun rispetto neppure di se stessi.


I pochi nomi che ho citato all'inizio sanno perfettamente che è così. Se amano così tanto la loro città, se credono - come dicono - che un riscatto sia possibile...che tornassero pure e partecipassero attivamente alla "rinascita".


Io, invece, continuo a provare ad andar via....Non sono così ottimista come loro...

sabato 5 luglio 2008

"Croce" con qualche delizia


Si sconsiglia la lettura di questo post a chi di solito la pensa come me. :)))


Qualcuno ha detto che "Il bel tacer non fu mai scritto" . Condivido: mi sono sempre pentita delle cose che ho detto senza pensare bene alle reazioni che avrebbero potuto suscitare e - di contro - spesso certi miei "silenzi" si sono rivelati provvidenziali ad evitare delle cattive interpretazioni riguardo ad alcune mie convinzioni. Poi penso che non vi è alcun motivo di tacere su una sensazione che temo sia suscitata più da una "deriva" del presente, che da un nostalgico tripudio ad un oscuro passato.


Ecco cosa vorrei rivelare:

quando ascolto uno qualsiasi dei sopravvissuti protagonisti politici della Prima Repubblica vorrei che non smettessero mai di parlare. Il mio delirio massimo è con Andreotti e Cossiga, ma non soltanto loro. La mia soglia di attenzione quando li ascolto rimane costantemente altissima, non dicono mai cose banali e, nonostante l'età, conservano statura intellettuale accompagnata ad arguzia , visione strategica, consapevolezza della realtà e visione prospettica che nessuno dei dirigenti politici delle successive repubbliche ha mai raggiunto neppure in uno dei suoi più importanti discorsi. Chi, tra i politici della fascia di età 30-50 anni è in grado di reggere il confronto con uno soltanto di loro???? Vorrei sentirmi in colpa per ciò che penso, ma non ci riesco. I giudizi di merito non mi sono utili a dissipare questa mia convinzione. Proverò con la flagellazione...accidenti sono più democristiana di quanto pensassi a 'sto punto! Lol


Moretti: Io me li ricordo ai "ggiovani della sinistra" negli anni '70, nelle sedi della fgci ...a vedere "Happy
days"
...yeee..hey, yeee...
Angelo (Barbagallo): Ma Nanni, questo che c'entra?...
Moretti: C'entra, c'entra....Non c'entra...ma c'entra....
(Da: "Aprile")